Derattizzazione condominio: normativa

La derattizzazione condominio è obbligatoria?

Nelle città di medie e grandi dimensioni la proliferazione di topi e ratti è in costante aumento. I danni di carattere economico e soprattutto i rischi per la salute pubblica in determinate circostanze possono divenire consistenti. Si ricorda, infatti, che questi roditori sono portatori di malattie di una certa gravità come la leptospirosi, la salmonellosi e la rickettsiosi. Inoltre, nel loro mantello si annidano parassiti come pulci, pidocchi e acari. Sempre più spesso, quindi, le amministrazioni comunali o si dotano di appositi regolamenti o promulgano delle specifiche ordinanze in cui l’obbligo alla derattizzazione viene esteso anche ai condomini privati. In questi casi i condomini, per non incorrere in sanzioni amministrative, dovranno regolarizzare la loro posizione.

Derattizzazione condomini 300x127 - Derattizzazione condominio: normativaSi dovrà procedere alla derattizzazione delle parti comuni condominiali e dotarsi di uno specifico attestato, redatto dalle ditte specializzate, dell’avvenuto intervento. Invece, lì dove non si ritenesse necessario l’intervento il condominio può effettuare un monitoraggio sulla presenza di questi ospiti indesiderati. Se l’esito è favorevole la ditta incaricata potrà redigere un attestato che certifichi l’assenza di colonie di ratti. Le ditte incaricate alla derattizzazione e all’eventuale monitoraggio dovranno essere iscritte in appositi albi professionali ed avere i requisiti previsti dalla Legge n.82 del 25 gennaio 1994. Naturalmente, anche se il comune nel quale è sito il condominio non abbia uno specifico regolamento, la derattizzazione diviene obbligatoria e soprattutto opportuna in presenza conclamata di colonie di topi o ratti nelle parti comuni condominiali.

I doveri dell’amministratore nella disinfestazione condominiale

Accertata la necessità di dovere procedere ad un intervento di derattizzazione, l’amministratore del condominio dovrà provvedere a incaricare un ditta specializzata in regola con le disposizioni legislative. Configurandosi la derattizzazione come un intervento di ordinaria manutenzione del bene comune, nel caso in cui non fosse stata prevista la spesa all’interno del preventivo di bilancio condominiale, l’amministratore potrà procedere senza obbligo di convocazione dell’assemblea e accertarsi che la spesa venga ratificata in sede di approvazione assembleare del consuntivo. Dovrà, tuttavia, dare puntuale comunicazione ai condomini del giorno in cui tale intervento verrà iniziato e vigilare sull’operato della ditta incaricata.

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La derattizzazione, infatti, viene effettuata con l’uso di sostanze particolarmente nocive che possono determinare danni ai condomini stessi e ai loro animali di affezione. Si precisa che le esche avvelenate dovranno essere poste all’interno di appositi contenitori non raggiungibili da uomini o animali non target. Di fondamentale importanza per evitare la proliferazione di questi ospiti indesiderati all’interno del condominio è la corretta modalità di smaltimento dei rifiuti, soprattutto quelli organici. La vigilanza da parte dell’amministratore su eventuali comportamenti scorretti di singoli condomini è probabilmente il primo strumento di prevenzione di queste pericolose infestazioni.

Le conseguenze di carattere igienico sanitario che comportano, oltre che naturalmente la salvaguardia del decoro delle parti comuni condominiali, da facoltà di ampio operato all’amministratore. In carico all’amministratore è anche l’obbligo di verificare la corretta ripartizione delle spese di derattizzazione. Il legislatore, infatti, ritiene che tali spese vadano imputate ad eventuali conduttori degli appartamenti condominiali e non ai proprietari. Fatto salvo naturalmente il computo in base alla quote millesimali.

Se vuoi info e costi per un intervento professionale di derattizzazione leggi l’articolo sulla Derattizzazione Costo.

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