Legionella nel Condominio: quale prassi seguire?

La legionellosi è una malattia infettiva che aggredisce in maniera molto forte l’apparato respiratorio. La malattia si insinua all’interno dell’organismo grazie all’azione di varie specie di batteri (ne esistono più di 50 specie diverse) che prolificano negli ambienti umidi e ristagnanti.

Attraverso l’inalazione di goccioline d’acqua infetta, questi batteri possono raggiungere le vie aeree e stabilizzarsi al loro interno.

Se l’attacco è particolarmente violento e non viene effettuato un invasivo ciclo di cure in tempo, può scatenarsi una vera e propria polmonite.

Le persone più colpite da questi batteri risultano essere gli anziani, i malati, soprattutto quelli cronici e gli immunodepressi.

Questo articolo si propone di offrire una panoramica generale relativa alla malattia, le cause scatenanti, i sintomi manifestati e fornire utili consigli per prevenirla nel contesto condominiale.

La legionella in Italia

Anche in Italia si sono registrati episodi di Legionellosi. La maggioranza dei casi accertati è stata riscontrata nelle regioni settentrionali (in particolare in Lombardia) e purtroppo il Bel Paese detiene il record di individui infettati nella classifica degli stati europei.

Il batterio della legionella però si può diffondere in qualunque ambiente umido e poco areato come gli impianti di aerazione degli hotel, le saune, le docce, gli spogliatoi, i rubinetti, le vecchie tubature e così via.

È una malattia trasmissibile? Come si presenta e quali sono i sintomi

Per rispondere a questa domanda è doveroso apportare una distinzione.
Innanzitutto non è trasmissibile tra una persona malata e una persona sana.
Questo perché il contagio avviene attraverso le vie aeree e non tramite semplice contatto.

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Risulta invece trasmissibile mediante l’inalazione di gocce di acqua infette o vapori contaminati.

I sintomi purtroppo si manifestano a lunga distanza dall’evento scatenante in quanto la malattia ha un periodo di incubazione anche di una settimana o dieci giorni.

Questo fattore rende l’infezione particolarmente preoccupante e difficile da circoscrivere in quanto risulta alquanto difficile risalire al momento esatto o al luogo preciso dove si è generato l’input infiammatorio.

I sintomi più frequenti nel concreto sono assimilabili all’influenza: febbre molto forte, tosse, fastidio alla gola e talvolta mal di testa; ma spesso a questi se ne aggiungono altri come grande deficit respiratorio e forte affaticamento che risultano tipici invece della polmonite.

Ad un livello avanzato è possibile riscontrare problematiche anche più aggressive che interessano i reni, l’intestino e il cervello.

È possibile prevenire il proliferare della malattia all’interno dei condomini?

Anche se non c’è il sospetto di contaminazione, è bene effettuare una buona manutenzione degli impianti idrici e di aerazione all’interno del sistema condominiale, per prevenire ogni rischio.
È importante infatti tenere sotto controllo qualsiasi tipo di incrostazione e controllare periodicamente le tubature per evitare accumuli di calcare.

È proprio il Ministero della Salute in prima persona ad aver reso note nel 2015 le linee guida per la prevenzione ed il controllo di questa infezione.

Ha imposto infatti ai condomini e alla figura dell’amministratore, la stesura di un protocollo di controllo del rischio di legionellosi che deve comprendere un’accurata valutazione del rischio ed un piano di gestione preventivo.

Questo documento deve riportare scrupolosamente la piantina delle tubature dell’impianto idrico dell’intero stabile e i punti strategici di rischio su cui è necessario porre maggior attenzione e manutenzione.

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Qualora dal sopraluogo emergano effettivamente contaminazioni è di primaria importanza attenersi alle procedure di bonifica che si possono trovare sul sito del Ministero della Salute.

Esempi di risanamento che possono essere messi in pratica sono: moderazione e adattamento della temperatura dell’acqua, scorrimento di antibatterici specifici e disinfettanti e talvolta l’utilizzo di riflettori a raggi ultravioletti.

È fondamentale che l’amministratore si rivolga sempre ad imprese riconosciute e specializzate nell’analisi, controllo e risoluzione di eventuali anomalie riscontrate nelle acque comuni.

Il ruolo dell’amministratore quindi ricopre notevole importanza nell’assicurare una buona qualità dell’acqua e delle tubature.

Ciò non toglie che la prevenzione “domestica” è alla portata di tutti e che è bene apportare certi accorgimenti nelle nostre abitudini quotidiane come far scorrere spesso acqua calda nei tubi, pulire i filtri e controllare i rubinetti con una certa frequenza.

Se si adottano queste semplici misure di sicurezza potrà essere diminuito, se non eliminato, il rischio di contaminazioni rischiose per la salute.

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